MARIA
Una Mamma per tutti

Carissimi soci e amici della nostra Associazione,

se non sapevamo farlo prima, Medjugorje certo ci ha insegnato a venerare ed amare Maria, la Madre di Gesù e nostra e di conseguenza a desiderare di impegnarci per sempre più diffondere la devozione al Suo Cuore Immacolato.
Sono nostra speranza e convinzione che quanto più venereremo Lei tanto più essa ci condurrà al Suo figlio
Gesù al quale certo non dispiacerà che vogliamo bene anche alla Sua Mamma. Per fare ciò è necessario che la conosciamo molto, sempre più come si fa per una persona umana e crediamoche una via per farlo meglio sia la perseverante preghiera del Santo Rosario, come Ella dolcemente ci invita a fare, unita alla meditazione dei fatti straordinari che hanno via via accompagnato le Sue manifestazioni agli uomini.
Abbiamo parlato già dei grandiosi avvenimenti messicani della
Vergine di Guadalupe e della potente intercessione della Madonna Nera di Chestochowa a favore del popolo Polacco.

 08-04-2005 - La delegazione dell’Amministrazione Provinciale di Parma in visita al santuario di Medjugorje. 

 

   Parleremo questa volta dell’evento accaduto il 29 Marzo 1640 nel paese spagnolo di Calanda, villaggio della regione Aragona, a circa 50 chilometri dalla città capoluogo Saragozza ove ha sede il famoso e grandioso santuario della Madonna denominata Virgen del Pilar (Vergine del Pilastro).
   "…perciò affermiamo e dichiariamo che a Miguel Juan Pellicer, contadino di Calanda, fu restituita la
gamba che gli era stata tagliata due anni e cinque mesi prima; e che non fu un fatto di natura, ma opera mirabile e miracolosa, ottenuta per intercessione della Virgen del Pilar…" (dalla sentenza dell’Arcivescovo di Saragozza Ramirez, 24-04-1641).

La Venuta della Santa Vergine a Cesarea Augusta (Saragozza) nella notte del 2 Gennaio dell’anno 40 d. C., per confortare l’apostolo Santiago (Giacomo il Maggiore) e i primi iberici da lui battezzati e per lasciare un pilar (pilastro) come simbolo della forza e della tenacia della fede. Bozzetto dipinto da Francisco Goya y Lucientes, aragonese 1775.

   Desumiamo i fatti e le notizie ed alcune immagini dall’interessantissimo libro Il Miracolo, Spagna 1640: indagine sul più sconvolgente prodigio mariano, autore Vittorio Messori, edizioni Rizzoli, 1999. [I libri di Vittorio Messori sono tradotti in tutto il mondo: Ipotesi su Gesù, Rapporto sulla fede: a colloquio con il Cardinale Ratzinger, Varcare la soglia della speranza (colloquio con Giovanni Paolo II) ed altri].
   Il miracolo di Calanda è unico negli annali della Chiesa, come unico
negli stessi annali è il culto tributato alla Vergine detta del Pilar per la cui intercessione il prodigio si è verificato.  
   Pochi, al di fuori della Spagna, sanno che la tradizione riconosce
a Saragozza lo straordinario primato di prima sede mariana del mondo: non solo secondo la cronologia, ma anche secondo la natura dell’evento che qui sarebbe accaduto.
  
Qui sulla riva destra del fiume Ebro, appena fuori dalle mura della romana Cesarea Augusta (Saragozza), nella notte del 2 Gennaio dell’anno 40 d.C., ciò che sarebbe avvenuto non è una apparizione, bensì una venuta della Vergina Maria, quando ancora viveva, prima di addormentarsi e di essere assunta al Cielo. Qui, trasportata dagli angeli, sarebbe venuta da Gerusalemme in carne mortale.  
   Così dice la Tradizione Pilarista (del Pilar).
 
   Dopo l’effusione dello Spirito Santo a Pentecoste gli Apostoli
partirono come missionari verso i punti cardinali. 
   Verso l’Estremo
Occidente, la penisola Iberica, si avviò Giacomo il Maggiore, fratello di Giovanni.  
   Nella penisola Iberica la predicazione di quell’illustre missionario di Cristo stentava a trovare ascolto;
la sera del 2 Gennaio dell’anno 40 d. C. (Gesù era morto secondo gli storici nell’anno 30 quindi erano trascorsi dieci anni dalla sua Resurrezione) Giacomo radunò i soli otto discepoli da lui guadagnati alla fede nel luogo presso l’Ebro e fuori dalle mura dove si gettavano le immondizie e si accatastava la paglia. Sconfortato contava di annunciare il suo ritorno in Palestina. Ed ecco all’improvviso illuminarsi il cielo della gelida notte invernale. Una moltitudine di angeli cantava e trasportava su una colonna la Vergine Maria che era allora a Gerusalemme.

 

 

   Giunti accanto al gruppo di Giacomo e degli otto, gli angeli fissarono al terreno la colonna e Maria avrebbe detto: E’ qui, figlio mio, il luogo segnalato e destinato ad onorarmi. Qui, grazie a te e in memoria mia, la mia chiesa deve essere edificata. Cura questa colonna sulla quale io sono, perché è il Figlio mio e il Maestro tuo che l’ha inviata dal Cielo, facendola portare dagli angeli. Presso questa colonna poserai l’altare della cappella. E in questo luogo, per le mie preghiere e la mia intercessione, la forza dell’Altissimo opererà prodigi e portenti ammirabili, specialmente per coloro che, nelle loro necessità, mi invocheranno. Questa colonna si eleverà in questo luogo fino alla fine del mondo e mai mancherà in questa città chi veneri il nome di Gesù Cristo, mio Figlio.

   Almeno dal XII secolo (dalla liberazione di Saragozza dai mori) con festa solenne si commemorava la ricorrenza della dedicazione della chiesa del Pilar ogni 12 Ottobre e sarà l’alba di un 12 Ottobre (1492) che Cristoforo Colombo avvisterà l’America da bordo della caravella ammiraglia il cui nome era Santa Maria. E da allora la Virgen del Pilar è patrona non solo della Spagna, ma della intera Hispanidad, dei Paesi di lingua e cultura spagnole e di lì a qualche anno (1531) la continuazione con le splendide apparizioni della Madonna della Guadalupe in Messico nel nuovo mondo…
      Il Pilar (Pilastro) di Saragozza è costituito da una colonna cilindrica, liscia, senza alcuna decorazione, di diaspro, alta 177 centimetri e con diametro di 24. 
   Su di essa sta una Madonna col Bambino in legno nero, alta 38
centimetri. 
   Essa non è mai stata spostata; più e più volte l’edificio attorno ad
essa è stato demolito e ricostruito. Ma el Pilar è rimasto sempre dritto al suo posto a simboleggiare la fermezza della fede. 

 

Beata Vergine del Pilastro: olio su tela Duomo di Parma 1633 (autore anonimo).

   "Crederei ai miracoli solo se mi dimostrassero che una gamba tagliata è ricresciuta. Ma questo non è avvenuto e mai avverrà!" 
   Pur tante volte ripetuta, questa affermazione non è vera; almeno una
volta, l’impossibile per eccellenza, il prodigio dei prodigi, si è verificato, e in modo attestato senza ombra di dubbio e poi da un processo con decine di testimoni oculari. 
   Avvenne a Calanda, villaggio di Aragona, tra le dieci e le undici
della sera del 29 Marzo 1640. Per intercessione di Nostra Signora del Pilar, la veneratissima Madonna di Saragozza, a un giovane contadino fu restituita di colpo la gamba destra amputata più di due anni prima e sepolta nel cimitero dell’ospedale. E’ uno dei misteri più sconvolgenti e, al contempo, più provati della storia. 
   Tra le dieci e mezza e le undici della sera di quel giorno, la madre
di Miguel Juan entra con la lampada ad olio nella camera dove il figlio sta dormendo e subito avverte una fragranza ed un odore soavi e mai sentiti prima. Maria Blasco Pellicer, 45 anni, sorpresa da quegli effluvi profumati, alza la lampada e si avvicina al giaciglio del figlio. 
   Constata che sta
dormendo profondamente, ma vede anche che fuori dal mantello, usato come coperta troppo corta, non spunta un solo piede, bensì due: "uno sull’altro, cruzados, messi in croce", come dirà al processo.. 
   Qualche teologo ha parlato, per Calanda, di un
segno di resurrezione, di una sorta di anticipo di vita eterna, simboleggiata da quella gamba imputridita, sepolta e ritornata viva.
  
Il giovane comincia a maneggiare l’arto, sembrandogli che non potesse essere vero. 
   Egli stesso e i suoi genitori , poi, alla luce della lampada esaminano l’arto, s c o p r e n d o v i
subito i segni inconfondibili che stavano su quello amputato: la cicatrice provocata dalla ruota del carro che aveva fratturato la tibia, la cicatrice

Beata Vergine del Pilastro: olio su tela miracolosamente preservatosi dalla distruzione dell’oratorio dedicato alla Vergine del Pilastro a Fidenza (Parma), bombardamento del 13 Maggio 1944, ed ora conservato al Museo Diocesano di Fidenza.

santuario della Virgen del Pilar a Saragozza, uno dei più grandi santuari mariani del mondo.

 

per l’asportazione di una grossa cisti, due profondi graffi causati da una pianta spinosa, le tracce di un morso di cane sul polpaccio. 
   Si sono fatte ricerche nel cimitero dell’ospedale di Saragozza, ma della gamba sepolta nel settore per gli
organi recisi non si è trovata traccia, solo il buco nella terra, vuoto. 
   Il giovane Miguel Juan non esita un attimo nell’attribuire la sua guarigione all’intercessione della Vergine di Saragozza. 
   Egli per oltre due anni di permanenza nel Santuario, dove era autorizzato a chiedere l’elemosina, ogni sera si ungeva il moncherino della gamba con l’olio benedetto della lampada della Cappella di Nostra Signora del Pilar ed anche prima di coricarsi quella sera Le si era raccomandato con molto fervore e quando fu svegliato dai suoi genitori la sera del miracolo egli disse che "stava sognando che era nella Santa Cappella di Nostra Signora del Pilar e che si ungeva la gamba segata con l’olio di una lampada, come era uso fare quando era in quel santuario". 
   Egli testimoniò sempre, come riportato nelle testimonianze
giurate del protocollo notarile, steso solo tre giorni dopo, e negli atti del processo apertosi 68 giorni dopo, che "teneva per certo che era stata Nostra Signora del Pilar a portargli e a rimettere al suo posto la gamba tagliata". Miracolo fra i più grandiosi, unico nel suo significato e straordinariamente documentato.
  
Non vi è stata creazione, ma sconvolgente riparazione; non una ricrescita, bensì un riattacco
   Anche se deve esserci stata
necessariamente creazione per quanto riguarda muscoli, nervi, pelle, tessuti, vasi sanguigni distrutti durante l’amputazione e nella susseguente, devastante cauterizzazione a fuoco vivo. Straordinarie sono la presenza e l’azione della Vergine del Pilar in quella regione che sempre le fu devota oltre che per tutta la Spagna e la Cattolicità in generale.
  
La nostra Mamma Celeste è sempre intervenuta per contrastare il Nemico. Ben sappiamo dalla Bibbia che il serpente infernale sempre avrebbe cercato di insidiare il tallone della Donna vestita di sole, ma che Ella sempre avrebbe prevalso schiacciandogli la testa. Anche nella storia della Vergine del Pilar si verificarono fatti che testimoniano ciò. 
   Lo stesso miracolo di Calanda ne è un esempio: esso avvenne nel 1640, lo stesso anno in cui a Lovanio
(nelle Fiandre ancora Spagnole) appariva un libro che provocherà nella Chiesa una crisi tanto lunga e profonda. Quel libro è l’Augustinus del vescovo Cornelio Jansen. 
   E’ il libro sacro del
giansenismo, avverso proprio a tutto ciò che contrassegna il fatto narrato: la devozione mariana, la religiosità popolare, i pellegrinaggi, le processioni, la quotidianità della religione dei semplici, la loro attenzione ai miracoli…Fede pura quella reclamata dai giansenisti, salvezza per un’elite di dotti dalla coerenza adamantina fra dottrina e vita, insomma, proprio ciò che il prodigio di Calanda smentiva in modo abbagliante, giusto in contemporanea con l’uscita dell’Augustinus. Casuale ciò oppure provvidenziale? 
   L’intera regione spagnola dell’Aragona, che ha per capoluogo la città di Saragozza, fu soggetta per secoli
all’oppressione degli Arabi, ma alla fine trionfò la libertà per opera dei re cristiani di Spagna e, proprio in quella regione, per il formidabile contributo dei Cavalieri Calatravos, i monaci-guerrieri dell’ordine fondato nel XII secolo dal cistercense San Raimondo Serrat.
   Ai tre voti di religione – povertà,
castità, obbedienza – quei soldati del Cristo, sui cui stendardi stava la rossa croce gigliata, ne aggiungevano un quarto: "giuriamo che sempre affermeremo e propugneremo che la gloriosa Regina del Paradiso, Signora Nostra, fu concepita senza macchia di peccato originale. Giuriamo che, per difendere questa verità certissima, combatteremo, con l’aiuto della Santa Trinità, fino alla morte". Questo giuramento era la condizione sine qua non per militare nell’Ordine molti secoli prima di quel 1854 in cui Pio IX avrebbe proclamato il dogma dell’Immacolata Concezione.
  
L’amore per Maria ha suscitato in tutte le epoche atti del più sublime eroismo. 
   La religiosità e il sentimento patriottico, due elementi che si intrecciano indissolubilmente in tutta la storia della Spagna, analogamente a quanto avevamo potuto dire per il popolo polacco in virtù della sua dedizione alla Madonna Nera di Czestochowa. 
   Lo stesso Napoleone Bonaparte, finalmente recluso a Sant’Elena diceva: lì nacque e si sviluppò il cancro che doveva divorarmi… mi riuscì più volte di battere gli spagnoli, mai mi riuscì di vincerli… è la Spagna che mi ha perduto, entrarvi fu per me come affondare una gamba in una palude… 
   E contro Saragozza in
particolare (rea della sua superstizione fanatica per una decrepita Madonna) aveva inviato Jean Lannes, il suo più caro e forse il più brillante dei suoi marescialli. 
   Ne seguirono due mesi di lotta, casa per casa,
stanza per stanza,: la città distrutta, 60.000 morti fra i difensori. La confisca del tesoro del santuario, tra lazzi e bestemmie, avvenne il 22 Febbraio 1808. 
   Esattamente tre mesi dopo, il 22 Maggio, a Essling contro
l’Austria, una palla di cannone spezzava entrambe le gambe al quarantenne maresciallo Lannes. Lannes morì qualche ora dopo. 
   Era ormai senza gambe, lui che, giusto tre mesi prima, si era detto fiero di depredare
il santuario di una Madonna la quale, aveva sentito dire reagendo con gli sghignazzi, le gambe le faceva ricrescere… 
   Il dragone infernale anche in tempi più recenti non ha mancato di martoriare questa terra benedetta da
Maria. Tra il 1936 e il 1939, durante la guerra civile spagnola, mai nella storia d’Europa, e forse del mondo, si vide un odio tanto implacabile contro il Cattolicesimo, i suoi uomini (vivi e morti: si giunse a infierire sui cadaveri riesumati), i suoi edifici, le sue cose. 
   Proprio qui, nella regione aragonese di Saragozza,
giunsero le colonne infernali degli anarchici e dei marxisti. I quasi due anni del comunismo libertario, abolita proprietà privata, la moneta, la famiglia, la religione, persino il saluto adiòs che ricordava Dio, iniziarono con la grande mattanza: tutti i preti, tutti i cattolici notori, tutti i possidenti subito massacrati. 
   Tra sacerdoti, novizi, religiosi, suore, gli uccisi, spesso dopo sevizie mai viste, furono alla fine più di settemila, fra essi tredici vescovi; nessuno rinnegò il Vangelo, tutti morirono perdonando gli assassini (oltre duemila le cause di beatificazione in corso).
   Furono bruciati tutti gli archivi, tutte le biblioteche, tutti gli
arredi delle chiese e poi le chiese stesse. Né in dèi, re o tribuni sta il Supremo Salvator. Noialtri stessi realizziamo il gran sforzo redentor questo era l’Inno dell’Ateo che i commissari del popolo facevano cantare ogni mattino ai bambini davanti alle rovine dei templi e delle case religiose, anche se asili, scuole, ospedali. 
   Nel marzo del 1938, per spezzare il fronte rosso nella violenta e vittoriosa offensiva di Aragona,
caddero tremila soldati italiani del Corpo Truppe Volontarie. La popolazione aragonese aveva accolto con delirio di gioia le colonne di quei soldati venuti da lontano che portavano la liberazione proprio dal sanguinoso incubo libertario


   Non si videro italiani addetti alle infamia che (da una parte e dall’altra) contrassegnarono
le febbre politica divenuta delirio e fanatismo ideologico. Erano venuti come soldati, solo come soldati si comportarono. Alla fine dei conti, fra questi italiani volontari furono ottomila i morti e ventimila i feriti, la Chiesa di allora rese loro onore ed omaggio, oggi essi non sono ancora dimenticati fra quei solidi campesinos, duri alla fatica e nobilmente testardi in una fede cattolica che malgrado tutto ancora li contrassegna come i loro antenati. 
   Non di rado, nel fiume misterioso della storia, Dio solo sa da quale parte stia davvero
la Sua causa; noi pensiamo che ancora una volta abbia vinto Maria schiacciando la testa al serpente! 
   Noi, totalmente devoti ed affidati a Maria e alla S. Trinità, perseveriamo nei pellegrinaggi a
Medjugorje che riteniamo luogo di grazie particolari e continuiamo nell’impegno per la realizzazione là delle opere proposte dalla nostra Associazione-Ente Morale costituita proprio per tale scopo (in particolare il nuovo Ospedale Casa della Speranza dedicato a San Pio da Pietelcina).
   La Madonna di Medjugorje nei suoi messaggi segue la tradizione secolare della Chiesa che prende alla lettera il Vangelo. Dice Suor Emmanuel nel suo volume Medjugorje: gli anni ’90 (ed. Shalom): a Medjugorje si scopre la realtà della vita spirituale . Maria non è fuori dalla realtà; ci tuffa nella vita concreta, sotto lo sguardo del Dio vivente. Essa ricorda anche che il Papa GPII fondava la sua speranza sui gruppi mariani, quelli di Medjugorje in particolare, perché trovava in essi fedeltà assoluta alla Chiesa, alla preghiera, al digiuno, ai sacramenti… …e come non ricordare la gioia della stessa Suor Lucia di Fatima che non ha mai smesso di vedere la Madonna dal 1917 ed alla quale Maria parlava oggi di… quello che sta facendo a Medjugorje! Con gratitudine ed auguri affettuosi a tutti 

Alberto Gardoni                                       

 

06-04-2005 La delegazione della Provincia di Parma presso il sindaco del comune di Citluk ove si trova Medjugorje; da sin.: Alberto Gardoni, Angela M. Mari, Sabrina Sabatini, Veronica Magrini, l’Assessore Gabriele Ferrari, Mario Rozic’, Ranko Aksic’, Giovanni Gonizzi, il sindaco Ivo Jerkic’ (seduto).

07-04-2005 Il sacerdote domenicano Padre Prof. Stjepan Krasic’ ha ricevuto la laurea ad honorem in scienze storiche dalla Università di Zadar (città di Zara, sulla costa croata del mar Adriatico).

 

 

 NOTIZIE

1- La delegazione della Amministrazione della Provincia di Parma, guidata dall’Assessore alla cooperazione internazionale Sig. Gabriele Ferrari, ha fatto visita agli amministratori del Comune di Citluk, ove si trova Medjugorje, ed insieme sono stati rivisti i piani di collaborazione per la realizzazione del grande ospedale Casa della speranza dedicato a San Pio da Pietrelcina. Totale è stata la disponibilità del sindaco di Citluk ad aiutarci in qualunque modo sia necessario. Analoghe accoglienza e disponibilità abbiamo ricevuto a Mostar dal Ministro della Sanità del Cantone Erzegovese Narentano Dusan Racic’.
2-
Ci ha riempito di gioia e volentieri comunichiamo per dargli onore quanto più possibile la notizia che il nostro grande amico Padre domenicano Prof. Stjepan Krasic’, originario di Citluk, insegnante di Storia della Chiesa presso la Università Pontificia San Tommaso a Roma, è stato insignito della Laurea ad honorem in Scienze storiche presso la Università della città croata di Zadar sulla costa del mare Adriatico (è la sua terza laurea).

 

 

Il vostro contributo lo potete dare così:

Sul c/c postale N.11958436 intestato a "Solidarietà e aiuto per la casa internazionale della Pace" - Via Gen.le C. A. Dalla Chiesa, 38/A- 43015 Noceto (Parma - Italia).
I pellegrini possono fare i versamenti direttamente a Medjugorje
sul conto corrente N. 77-12-00009-4 presso la Unicredit banca - Zagrebacka Banka, intestato a "Solidarnost i pomoc' Medjunarodnoj Kuci Mira", con causale "humanitarna pomoc":
Le opere possono essere aiutate anche con donazioni, lasciti
testamentari, sponsorizzazioni.
Ricordiamo sempre i cari amici benefattori e le loro
famiglie nelle preghiere presso il Santuario di Medjugorje.
Per disponibilità al volontariato e per informazioni siete pregati
di rivolgerVi a "Solidarietà e aiuto per la Casa internazionale della Pace" Via Gen. C. A. Dalla Chiesa,38/A- 43015 Noceto (Parma) tel +39 (0)521 386261 fax 0521 386261. E-Mail: info@solidarity.it Web: www.solidarity.it

Per informazioni sul posto, è aperto per tutti a Medjugorje in Via Cilici, il CENTRO SAN PADRE PIO; potete anche comunicare direttamente chiamando il seguente recapito telefonico: Tel e Fax 00387 36 651 846.

You can give your contribution like that:

On postcode n.11958436 registered in "Solidarity and help for the international house of Peace"-Via Gen.le C.A. Dalla Chiesa ,38/A-43015 Noceto (Parma-Italy). Pilgrims can do the deposits directly to Medjugorje on the current account registered N. 77-12-00009-4 at the Unicredit banca - Zagrebacka Banka "Solidarnost I pomoc’ Medjunarodnoj Kuci Mira": Like "humanitarna pomoc"
These charitable works can be helped also with donations,
testamentary bequest and sponsoring. We always remember the dear benefactors and their families in our preyers in Medjugorje’s Sanctuary.
For availability of volontary service and for informations
you are requested to turn you to " Solidarity and help for the international house of Peace" Via Gen.le C.A. Dalla Chiesa 38/A –43015 Noceto (Parma ) tel 0521 386261 Fax 0521 386261. E.Mail: info@solidarity.it - Web:www.solidarity.it

For informations in place, for everyone is open at Medjugorje, Cilici road, THE ST. FATHER PIO’S CENTRE; you can also directly communicate, calling the following telephone address: tel and fax 00387 36 651 846.

 

Ringraziamo tutti coloro che ci fanno la carità di diffondere le notizie relative all’opera del grande ospedale Casa della speranza proposto dalla nostra Associazione a Medjugorje ed in particolare gli amici della rivista Medjugorje Torino che regolarmente organizza pellegrinaggi a Medjugorje (tel. 011-6467432 011-646637 fax 011-646637)