
PAPA WOJTYLA
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Carissimi soci e amici della nostra Associazione, la vita di Giovanni Paolo II è stata un aprirsi al mondo intero incontro all’uomo là dove ve ne fosse bisogno. Se poi pensiamo ai giovani col desiderio che aveva di far loro conoscere Gesù noi comprendiamo il perché di tanti viaggi nelle varie nazioni. Nel giorno delle Palme non potendo ormai quasi più muoversi e neppure parlare ha voluto da una delle sue finestre, tenendo in mano un ramoscello di ulivo, benedire paternamente tutti coloro che lo acclamavano ricordando loro quello che aveva nel cuore. Il nostro caro Papa venuto da lontano ha anche promosso con successo il dialogo con gli Ebrei tanto da ricordare nel suo testamento il Capo mondiale degli Ebrei. Ha trovato il tempo di far visita, parlare, pregare con i rappresentanti delle altre religioni. Non ha certamente trascurato i poveri delle Favelas del Brasile e neppure gli ammalati di Aids dei tuguri d’Africa.
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Padre Mannes e il Presidente della nostra Associazione Alberto Gardoni donano al Papa Giovanni Paolo II la miniatura in bronzo della Campana della Pace simbolo dell’opera che la nostra Associazione Ente Morale propone a Medjugorje, il grande Ospedale Casa della Speranza dedicato a San Padre Pio da Pietrelcina.
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La nostra Campana della Pace (nota Do – 18 quintali di bronzo) che ora è sita nel nostro Centro San Padre Pio in via Cilici a Medjugorje. Al centro i medaglioni con le immagini di Papa Giovanni Paolo II e San Padre Pio da Pietrelcina. Vedi foto pag. 4
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Ha promosso ovunque in modo esemplare la vita e la spiritualità liturgica, la preghiera contemplativa, la preghiera del Rosario.La sua ultima lunga Via Crucis, iniziata il giovedì di Pasqua, ha lasciato tutti sbalorditi e ai giovani in quelle sue ultime ore disse: Diletti amici, Vi ho cercato e voi siete venuti da me e per questo vi ringrazio. Dopo che egli li aveva cercati e incontrati in tutti i continenti essi, i giovani, erano andati da Wojtyla per accompagnarlo nel suo viaggio più importante. L’amicizia del Papa con i giovani, lunga quasi 27 anni, non può e non deve essere dispersa. Padre Mannes Maria Ghizzardi domenicano Assistente religioso
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Il
quadro miracoloso della Madonna Nera di Jasna Gura. Il dipinto è eseguito
a tempera su un
fondo uniforme di calcina spessore 2-3mm, steso su tre assicelle di
legno di tiglio ricoperte
da una tela a tessitura fine. Le aureole che circondano il capo
della Madonna e del Bambino sporgono 5-7mm. La Madonna è ornata dal
vestito cosiddetto di
diamant. Le corone d’oro sono state donate da San Pio X nel 1910.
L’icona misura 82,2cm di larghezza, 122,2cm di altezza e 3,5cm di
spessore. |
L’immagine della Madonna Nera come appare senza il rivestimento dorato che solitamente la ricopre. Le ferite sul volto della Vergine testimoniano il passato di glorie e di tragedie del popolo polacco; i suoi occhi profondamente meditativi sono fonte di continuo rinnovamento della fede e delle speranze per il futuro della terra polacca dove la croce di Cristo venne eretta circa 1000 anni fa. (foto A. Bujak) |
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Le Grazie della Madonna Nera di Czestochowa (collina di Jasna Gura) al devoto popolo polacco Il Papa Wojtyla era informato sul proposito della nostra Associazione di realizzare a Medjugorje il grande Ospedale dedicato a San Padre Pio e ci è stata trasmessa la sua Apostolica Benedizione.Egli ebbe occasione di parlare in privato con i veggenti di Medjugorje e non mancò di incoraggiare varie persone a recarsi in preghiera a Medjugorje. Desideriamo onorare lui, che è stato amico di Medjugorje, e la Beata Vergine Maria, nell’aspetto di Madonna Nera di Czestochowa sua protettrice, meditando proprio che cosa la Sua materna presenza abbia significato per il popolo polacco che, come il Papa GPII, Le si era totalmente affidato. Abbiamo desunto fatti e notizie dall’interessantissimo libro Pellegrini a Czestochowa (edizioni Paoline) di Mieczyslaw Malinski, sacerdote, giornalista, conferenziere, che ha studiato filosofia all’Università di Lublino, teologia a Roma, Monaco, Monastyr ed ha scritto una vivace biografia di papa Wojtyla, Il mio vecchio amico Karol, ed Paoline, 1983. L’intera storia della nazione polacca è strettamente connessa con la sua profonda devozione alla Madre di Dio, la Madonna Nera di Czestochowa. Essa è molto di più di una sacra immagine circondata dalla devozione popolare: è il simbolo stesso dell’unità nazionale. Secondo la tradizione il quadro della Madonna Nera fu dipinto dall’evangelista San Luca su tre assi di legno della tavola a cui la Sacra Famiglia a Nazareth soleva mangiare e pregare; l’imperatrice Elena lo ritrovò a Gerusalemme e suo figlio l’imperatore Costantino lo fece trasportare a Bisanzio. Per alterne vicende alla fine esso giunse a Czestochowa nel 1382. L’amore per Maria ha suscitato in tutte le epoche atti del più sublime eroismo. In occasione delle grandi feste mariane e nazionali si raccoglievano a Czestochowa folle immense; il pellegrinaggio in quel luogo divenne per l’intero popolo polacco la silenziosa battaglia per la propria fede religiosa e per la propria unità nazionale. La dedizione alla Madonna Nera di Czestochowa e l’amore per la patria: i due motivi dominanti della cultura polacca di ogni tempo. Tre esempi per tutti: 1 – 1655: il giorno 24 Dicembre di quell’anno, la vigilia di Natale, dopo quaranta giorni di assedio del Santuario di Czestochowa, un esercito invasore di 3.725 soldati svedesi con 36 cannoni dovette ritirarsi di fronte a 160 soldati polacchi: non poteva essere che un prodigioso miracolo di Maria.Successivamente gli svedesi protestanti si ritirarono completamente dalla cattolica Polonia. L’anno seguente nella Cattedrale di Leopoli, il giorno 1° Aprile 1656, il re Giovanni II Casimiro proclamò Maria Regina della Polonia, una vera consacrazione, una reale consegna del regno polacco alla Madonna. La Vergine dal volto ferito aveva salvato l’identità e l’unità della nazione polacca dalla dominazione protestante, la Vergine, la regina della Polonia. 2 - 1920: contro l’esercito invasore dei russi bolscevichi (comunisti) che era ormai giunto sotto le mura della città di Varsavia. L’intera nazione si mobilitò, migliaia di volontari si arruolarono, anche i ragazzini delle scuole medie.La battaglia decisiva venne ingaggiata il 15 Agosto 1920 (festa dell’Assunzione) presso il fiume Vistola. In quei giorni migliaia di pellegrini erano giunti a Czestochowa per chiedere l’intercessione della Madonna; senza interruzione, giorno e notte, si celebravano messe nella cappella miracolosa. E il prodigio avvenne, l’esercito polacco fermò l’armata rossa e la disperse e la Russia rinunciò ad ogni diritto sui territori polacchi; era la vittoria che passò alla storia come il "miracolo sulla Vistola". L’intera nazione polacca si riunì a Jasna Gura per rendere grazie alla Madonna Nera alla quale già il 27 Luglio 1920 i vescovi polacchi avevano rinnovato la consacrazione del Paese da poco riunito e indipendente dopo la I guerra mondiale. 3 – 1939: con la seconda guerra mondiale, la Polonia perse di nuovo l’indipendenza ad opera dei nazisti.Nel 1947 la Polonia si avviò ad essere una democrazia popolare sull’esempio di quelle che si stavano instaurando nei paesi del cosiddetto blocco orientale guidato dall’Urss. Fu un periodo dolorosissimo nella storia della Chiesa di Polonia che le a u t o r i t à comuniste cercarono in tutti i modi di annientare, ma anche il più vivo e fecondo, che anche il futuro Papa Wojtyla conobbe bene. |
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La Madonna di Czestochowa scolpita sul mantello della Campana della Pace simbolo della nostra Associazione. |
Le immagini di Papa Wojtyla e di San Padre Pio da Pietrelcina incisi al centro della Campana della Pace. Vedi foto di copertina |
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Nella nuova realtà politico-territoriale scaturita dalla guerra la Chiesa Cattolica era l’unica garante dell’unità nazionale polacca e del bene della popolazione e non poteva che opporsi al nuovo corso imposto dal governo filosovietico.Di conseguenza i religiosi, soprattutto i sacerdoti, furono il primo bersaglio della persecuzione comunista. Molti religiosi furono uccisi, ancora più furono imprigionati; persino il cardinale Stefan Wyszynski, primate di Polonia, venne gettato in carcere nel 1953. Egli aveva pubblicamente scritto rivelando le persecutorie manovre del governo comunista: …Si aboliscono associazioni religiose che non minacciavano nessuno. Si sopprimono i crocifissi nelle scuole e negli ospedali malgrado le proteste degli alunni e dei malati. L’insegnamento religioso viene bandito, benché genitori e bambini lo desiderino e lo reclamino. Le ultime vestigia della stampa e delle edizioni cattoliche stanno per essere sterminate, benché il popolo sia letteralmente affamato di libri religiosi. Si elimina il Cattolicesimo, che ha passato la prova dei secoli e sa adattarsi a tutte le razze, a tutti i popoli, a tutte le culture, a tutte le civiltà, a tutti i regimi, senza tener conto del bene del popolo… …La grande responsabile è la dottrina marxista. La sua dialettica implica l’odio, la discordia e la lotta; come potrebbe tollerare il Vangelo dell’amore, del perdono, della pace? Il Cardinale Wyszynski operò anche dal carcere. Promosse una Peregrinatio Mariae con una riproduzione dell’immagine della Madonna Nera che avrebbe attraversato tutte le diocesi della Polonia e contemporaneamente elaborò per tutta la Chiesa polacca un programma di esercizi spirituali della durata di nove anni, sarebbe stata la Grande Novena in preparazione al millenario battesimo della Polonia da celebrarsi nel 1966: 1957: fedeltà a Dio, alla Croce, al Vangelo di Cristo e alla sua Chiesa; 1958: santificazione personale; 1959: difesa della vita del corpo e dell’anima; 1960: santificazione delle persone sposate; 1961: consolidamento della vita familiare in Dio; 1962: consacrazione della gioventù polacca a Cristo; 1963: estensione della giustizia sociale e dell’amore; 1964: messa in opera delle virtù cristiane ed eliminazione dei vizi della nazione; 1965: approfondimento della devozione a Maria, protettrice e regina della Polonia. Sosteneva il Cardinale Wyszynski: se vogliamo aiutare gli altri, non possiamo avere successo senza l’aiuto della Madre di Cristo e Madre nostra. Dobbiamo abbandonarci completamente a Lei, in modo che Ella possa servirsi di noi secondo la Sua volontà per il bene della Chiesa e dell’uomo. Dobbiamo divenire i suoi aiutanti. E i frutti/doni straordinari che Maria concesse in seguito sono sotto gli occhi di tutti, due in particolare di importanza straordinaria: il 16 Ottobre 1978, per la prima volta nella storia, la Chiesa Cattolica ebbe un Papa polacco nella persona dell’Arcivescovo di Cracovia, il Cardinale Karol Wojtyla che assunse il nome di Giovanni Paolo II; nel Febbraio 1989 la Polonia, primo fra i paesi dell’Est europeo, si diede un governo non controllato né diretto dal partito comunista e nel Dicembre del 1990 l’eroe di Danzica, Lech Walesa, venne eletto a suffragio universale Presidente della Repubblica di Polonia, ed oggi la Polonia è addirittura membro della Unione Europea…. ………..e il 25 Giugno 1981 erano iniziate le apparizioni della Beata Vergine Maria a Medjugorje al centro dei Balcani in pieno periodo e regime comunista! … e i regimi comunisti nell’intera Europa dell’Est, dopo la Polonia, durarono ancora per poco! La Madonna di Medjugorje sta continuando a conquistare i più lontani: Maria è maestra di evangelizzazione. Si rivela veramente Madre degli uomini, senza distinzione di razza o di religione. La Madre di Dio nei suoi messaggi segue la tradizione secolare della Chiesa che prende alla lettera il Vangelo. Le cose che la Madonna chiede a Medjugorje sono ancora e sempre: conversione, preghiera e penitenza. I drammatici avvenimenti che oggi sta vivendo il mondo, specialmente nei luoghi del vicino Oriente rendono ancora più urgente l’appello. A causa delle indicibili sofferenze attualmente presenti nel mondo, inflitte specialmente a tanti innocenti, può sorgere il dubbio che Dio abbia abbandonato l’umanità al suo destino. Nonostante l’apparente silenzio di Dio, ha detto il Papa Wojtyla, non dobbiamo scoraggiarci perché, anche nella grande sofferenza, abbiamo con noi la presenza continua di Maria, Madre della Chiesa ed Aiuto dei cristiani. Il legame più saldo tra il cielo e la terra, dopo il Sacrificio Eucaristico, in questi "ultimi tempi", è la presenza di Maria! A. G.
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TESTIMONIANZE L’amico Dr.Fabrizio da Salerno ci scrive: …ho avuto occasione di contattare la signora C. D. M, una donna di Salerno che è stata oggetto di un ormai famoso miracolo ad opera di San Padre Pio.Sono molti i miracoli che il Cielo ha operato per intercessione del Santo ma questo è particolarmente degno di nota in quanto è stato ampiamente documentato da parte dell’autorità ecclesiale, al punto di aver rappresentato il fulcro per l’avvenuta beatificazione di Padre Pio in seno alla Santa Chiesa. Avremmo voluto un’intervista più approfondita con la signora C. ma, per motivi contingenti, ci siamo dovuti "accontentare" di un semplice, ma prezioso colloquio telefonico. La signora con la sua semplicità ed umiltà ci ha messo a nostro agio, permettendoci di vincere quel timore riverenziale che avvertivamo all’inizio della telefonata. Ha parlato, infatti, del miracolo come si trattasse di una cosa ordinaria del quotidiano, forse anche perché già molte volte ripetuta a numerosi giornalisti di ogni dove. O forse la "normalità" di questo evento le deriva da una profonda fede. La signora C. D. M. era, infatti, già devota di Padre Pio quando, verso la fine dell’anno 1995, ha subito una "rottura traumatica del dotto linfatico", severa condizione clinica che poneva la sua vita a grave rischio. La signora C. ricorda di essersi rivolta con speranza a Padre Pio. Dopo tale invocazione le successive analisi strumentali, programmate per un disperato intervento chirurgico, non svelarono, tuttavia, alcuna anomalia e la donna risultò inspiegabilmente guarita. La signora C. conferma, come già pubblicato in diversi articoli, di aver avvertito, dopo essersi rivolta a Padre Pio, una sensazione "come di essere ricucita dall’interno". Tale miracolo fu profondamente analizzato dall’autorità ecclesiale che chiese la visione della cartella clinica e delle indagini svolte in quella fase del ricovero. La signora C. fu, successivamente, sottoposta ad una lunga serie di ulteriori indagini, tutte rigorosamente svolte presso strutture ospedaliere pubbliche. La signora C. ha sottolineato, nel nostro colloquio, la scrupolosità del processo di beatificazione ad opera della Chiesa. La signora C. ci ha raccontato di far parte di un gruppo di preghiera di San Padre Pio, anche se ultimamente, a causa di un eccessivo carico di lavoro, ha dovuto un po’ rallentare questa sua attività. L’essere stata a così stretto contatto col Cielo non l’ha affrancata dalle fatiche quotidiane, ma la signora non ne fa lamento, affermando che anche nella Fede ci vuole sacrificio. La signora C. non ha ancora visitato Medjugorje, ma confessa di aver provato già quattro o cinque volte ad andarci, ma ogni volta qualche imprevisto glielo ha impedito. La signora è in linea col messaggio di Medjugorje, ma è d’accordo con la prudenza adoperata dalla Santa Sede "nell’ufficializzare" le apparizioni. Per quanto riguarda l’ospedale Casa della Speranza a Medjugorje, la signora C., pur senza nascondere le difficoltà inerenti alla realizzazione di una così ambiziosa opera, porge i suoi più sentiti auguri all’Associazione ed ha promesso al nostro Presidente Alberto Gardoni che rimarrà in comunione di preghiera con noi |
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La signora C.D.M. di Salerno in Piazza S. Pietro a Roma nel giorno della beatificazione di Padre Pio da Pietrelcina, 02 maggio 1999.
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