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MEDJUGORJE TRA I MONTI
ANGOLO DI FEDE E DI MEDICINA


Casa della Speranza

ASSOCIAZIONE - ENTE MORALE
SOLIDARIETÀ E AIUTO PER LA CASA INTERNAZIONALE DELLA PACE

DECRETO MINISTERO INTERNI D'ITALIA 8/10/1993 - Gazz. Uff. N. 268 15/11/1993
 STATUTO REDATTO IN PARMA (ITALIA) ATTO 29/4/1992, REP. 38208
 REGISTRO DELLE PERSONE GIURIDICHE TRIBUNALE Dl PARMA N. 531/93


NOTIZIARIO N. 15   -  8 dicembre 2002

 

Dedicato a IDA MARI
alla sua protezione affidammo la realizzazione del
LABORATORIO PROTESI PER I BAMBINI MUTILATI

nel nuovo
Ospedale S. Padre Pio
a Medjugorje  

Carissimi  Carissimi  soci  e  amici  della  nostra  Associazione,
non  l’avevo  mai  incontrata di  persona, ma  di  Lei  avevo  sentito  molto  parlare.   Dai  Suoi  familiari  conobbi  particolari  della  sua  vita  religiosa che mi  misero  nel  cuore  una  devozione  filiale  verso  di  Lei.
  
Un  giorno  facendo  visita  e  preghiere sulla Sua tomba   nel  piccolo  cimitero  di  Noceto  in  quel  di  Parma,  decido  di  affidarmi  alla  Sua  protezione spirituale,  tanto  piu’  che  il  Vescovo  ausiliare  di  Parma  Mons.  Amilcare  Pasini  cominciava  allora  a  raccogliere  dati  e  notizie  per  un  profilo  sulla vita  e  le  opere di  Zia  Ida.
  Intanto  avevo  allacciato  rapporti  con  l’Ing.  Alberto  Gardoni  di Noceto  sposato  con  Angela Mari,  nipote  di  Zia  Ida.  Una volta  sento  parlare  in  casa  Gardoni  di  un  «cilicio»  che  Zia  Ida  portava  sul  suo corpo.


1-       la Zia Ida accolta  a Roma da Sua Santità Paolo VI  dal quale ricevette un consistente aiuto per il suo asilo.

 

  La  cosa  mi  incuriosì  molto,  tanto  da  chiedere  alla  nipote  Angela  di  poter  vedere  quel  piccolo strumento  di  penitenza.  La  nipote  mi  assicurò  che  Zia  Ida era  solita  nei  momenti  difficili del  Suo  cammino  cristiano  accompagnare  la  preghiera  anche  con  atti  di  penitenza corporale;  almeno  fino  a  quando  Le  fu concesso  dal  Suo  direttore  spirituale.
 
Certo noi,  così  poco  sensibili  alla  penitenza  del  corpo,  forse  non  siamo  più  neppure  in  grado  di  sentire  il  bisogno  tanto  meno  la  necessità  di  accompagnare  la preghiera  con  la  penitenza.  Ma  i  Santi  la  usavano!   Parlare  di  Zia  Ida  è  far  conoscere  una  creatura  modesta,  ma  valida  che  a  un  certo  momento  del  Suo  cammino  spirituale,  silenziosamente,  mette  in  atto  un  programma  di  vita  austero.

   E’  la strada  dei Santi!   Per  tanti  anni  Zia  Ida  aveva  ammirato  Padre  Pio  da  Pietrelcina  cercando  anche  Lei  di  far  del  bene a  tutti.
   Di  Lei  abbiamo  una  breve  biografia  con  valide  e  preziose  testimonianze.
   Donna  di ricca  intelligenza  Zia  Ida  fu  prima  di tutto  una  cattolica  praticante,  aperta  anche  ai  problemi  dei  poveri,  specialmente  sensibile  alla  educazione  cristiana  dei  fanciulli: era  infatti  convinta  che per  trasmettere  agli  adulti  il  Vangelo  era  necessario  partire  dall’infanzia  e  dopo  arrivare  a  parlare  agli  adulti,  ai  genitori  dei  piccoli,  ai  quali  Zia  Ida  già  dedicava  tanto  amorevolmente  le  Sue  quotidiane  fatiche.  Ma  Zia  Ida  portava da  sempre nel cuore  il  desiderio  di  avere  una  Sua  buona  casa;  per  se  e  per  altre  anime.

   Un  po’  ogni  giorno,  riuscì  a  realizzare  il  Suo  sogno.
   C’è  un  pensiero  steso  agli  inizi  delle  sue  fatiche  di  apostolato: «il  cuore  deve  avere  due  porte:  una  per Dio  e  l’altra  per  gli  uomini».
   E’  il  programma  vissuto  intensamente  da  questa  incantevole  creatura.  L’abbondanza  dei  beni  di  natura  ricevuti  da  Dio  e  custoditi  dentro  un  carattere  forte  venivano  impreziositi  dalla  Grazia  Divina  che quotidianamente  alimentava  all’altare  del  Signore  con  l’Eucaristia.
   Dal  Suo  volto  traspariva  sempre  un’anima  in  gioia.  In  Lei  c’era  Dio.  Sempre.  La  ricchezza  interiore  la  manifestava  spontaneamente  anche  all’esterno.  Ciò  che  il  mondo    di  solito,  come  angosce  e  tribolazioni,  si  aveva  l’impressione  che  da  Lei  venissero  presto  superate.


2-       la Zia Ida con il parroco don Gianni Gabba e una Maestra

 



3-      
La Zia Ida, a destra, in preghiera al momento dell’acquisto dell’ultimo pezzo di terra per il completamento dell’asilo di Ponte Taro (Parma). Era una donna piccola, ma tenace e dotata di grande forza interiore che le derivava da un totale affidamento al Signore.

   Il  Suo  viso  luminoso  invitava  alla  confidenza  e  alla  fiducia.   Quante  confidenze  ella  ha  ricevuto  da  persone  spiritualmente  angosciate  e  di  quanta  fiducia  Santa  Zia  Ida  ha  saputo  maternamente  caricarle!   Il  Suo  viso  luminoso,  la  Sua  calma  la  Sua  forza  operosa  comunicavano  anche  agli altri  la  forza  di  continuare  a   vivere  nonostante  tutto,  sulla  strada  che porta  al  Signore.
  
Zia  Ida  certamente  deve aver  goduto  in  maniera  speciale  la  presenza  di  Dio  e  la  grazia  divina  dentro  il  cuore.
 
Già  ricca  dei  doni  naturali  avuti  da  Dio  li  accresceva  quotidianamente  sostando  in  preghiera  davanti  al  tabernacolo.  Sapeva  che  per  riuscire  a  trasmettere  anche  ai  grandi  l’insegnamento  cristiano  era  necessario  partire  dall’infanzia.  Era  Sua  esperienza  collaudata  da tempo.
  
Zia  Ida  reputava  una  grazia  singolare  del  Signore  avere  incontrato  sul  Suo  cammino  altre  anime  generose, la  presenza delle quali,  Le  hanno  insegnato  più  di  una  biblioteca di  libri.  E’  il  contagio  divino  della  santità.
  
C’è  un  episodio  che  voglio  narrare  a proposito  della  Ida.  Io  rimasi  nei  territori  di  Noceto,  Ponte  Taro,  Fontanellato  come  Priore  del  Santuario  della  Beata  Vergine  del  Rosario  almeno  sette  anni,  incontrai  varie  persone  che  avevano  conosciuto  Zia  Ida.
  
C’era  anche  il  signor  Brunazzi  titolare di  una  fabbrica  di  colori.  Una  sera  mi  invitò  assieme  a  sua  moglie  a  cena  in  casa  loro  e  il  discorso  cade  sulla  zia  Ida  e  conobbi  da  lui  particolari  dell’animo  della  zia  Ida:
  
I  coniugi  Brunazzi  sposati  da  tre  anni  erano  molto  presi  dal  lavoro  della  fabbrica  e   un  giorno  non  si  erano  ben  accordati  su  chi  sarebbe  dovuto  andare  a  prendere  la  loro  bimba  all’asilo  della  Zia  Ida.  A sera si resero conto di aver dimenticato entrambi la bimba per tutto il giorno. Desolati  per una  dimenticanza  del  genere  si  precipitarono  alla  casa della  Zia  Ida.  Tutto  era  silenzio; suonano  il campanello  e  Zia  Ida  appare  sull’uscio  chiedendo  di  far  piano  per  non  disturbare  la  bimba  che  dormiva  beatamente  nel  letto  di  Zia  Ida.  La  bimba  aveva  mangiato  e  la  Zia  le  aveva  raccontato  una  storia  che  avrebbe  continuato  il  giorno  dopo.   Avvolsero  la  bimba in  una  coperta,  salutarono  e  ringraziarono  la  buona  Zia  Ida  e  partirono  per  casa  loro.
  
Ripensandoci   oggi  ho  capito  che  non  bisogna  mai  fare  tragedie  di  nulla, specialmente quando si ha a che fare con Dio e con i suoi  Santi!!
   Auguro a tutti Voi ed ai Vostri cari un Santo Natale ed un Felice Anno 2003 pieno di benedizioni

                     P. Mannes M. Ghizzardi domenicano

                                  Assistente religioso

 

4- Un’immagine del funerale della Zia Ida.  Come Essa desiderava Le fu fatto indossare l’abito bianco e nero  delle terziarie domenicane.


4-       l’immagine della Zia Ida scolpita sulla campana destinata a Monastero Sanguis Christi delle suore di Clausura a Medjugorje.

 

• Così riferiva l’Onorevole Carlo Buzzi, parlamentare, fondatore e presidente per 35 anni del FISM, Federazione Italiana Scuole Materne, in occasione del 40° anniversario del movimento: Una particolare considerazione merita la Scuola Materna di Ponte Taro in Comune di Fontevivo, denominata «Asilo infantile Santa Teresa del Bambino Gesù» sorta per iniziativa di Ida Mari, umile persona senza qualifiche professionali, ma con grande intuito educativo e profondi sentimenti cristiani, sollecitata a soccorrere con la sua opera le madri occupate nel lavoro stagionale dei campi. Sulla iniziativa originaria si è sviluppato nel tempo un centro educativo aperto alle ragazze per la loro formazione professionale, sede di corsi serali per adulti, ancora attualmente frequentato e considerato un’istituzione fondamentale per la comunità locale.• Così ci scrisse della Zia Ida il Sacerdote Don Giuseppe Salsi della Parrocchia di S.Michele Arcangelo nella Diocesi di Reggio Emilia che ebbe più volte occasione di essere suo confessore:
  
«La Sig.na Ida Mari desiderava ardentemente di consacrare la Sua vita al Signore in un Convento di Clausura, ma Dio aveva su di Lei un altro disegno che avrebbe glorificato la vita della Famiglia, mentre il demonio stava dissacrandola con le profanazioni del giorno festivo, il materialismo, l’edonismo, l’egoismo, divorzio, aborto e T.V.
  
Il Signore in Ida Mari ha voluto dimostrarci che la Famiglia è il luogo da Lui privilegiato dove nascono i figli, crescono forti nella Fede e nell’Amore alla scuola delle virtù umane e cristiane dei genitori, dei nonni e tutti i compinenti.
  
Gesù stesso è nato, cresciuto e formato nelle Sue vocazioni Sacerdotale, Profetica e Regale alla scuola di Nazareth con Maria e Giuseppe…
…La sua casa era una piccola chiesa dove si viveva la preghiera di meditazione e di contemplazione fin dalle prime ore del mattino e alla sera si concludeva con la recita del S. Rosario.
  
Era la casa dei poveri che bussavano con fiducia e se ne partivano con gioia e riconoscenza del dono avuto e dell’affetto e stima.   La Sua casa era un giardino dove crescevano i fiori più belli della purezza, della verginità, dell’umiltà, della povertà evangelica, dell’amore ai fanciulli per i quali ha donato tutta la Sua vita, tutte le Sue sostanze.
  
Ho incontrato alcuni giovani che attribuiscono la loro vocazione sacerdotale all’amore, all’affetto di mamma Ida dei primi anni dell’asilo.
  
Per essere fedele alla sua Consacrazione al Signore non ha esitato a flagellare il suo esile corpo con flagelli e cilici.
   Mi auguro che la santità di Ida Mari sia riconosciuta dalla Santa Chiesa e sia proposta ad esempio alle Famiglie perché ritornino ad essere il luogo privilegiato della benedizione di Dio e la sorgente della santità.»
        
                                                                                                                                                          
In fede   Salsi Don Giuseppe

 

• Da oltre due anni si riunisce presso la chiesetta dell’asilo S. Teresa del Bambino Gesù, dove furono traslate qualche anno fa le spoglie mortali della Zia Ida, il Gruppo di preghiera Ida Mari alle ore 16.30 di ogni ultima Domenica del mese per un’ora di adorazione guidata dal Parroco di PonteTaro Don Valerio Cagna.  Il Gruppo di preghiera Ida Mari è sorto spontaneamente ad opera di alcuni fedeli devoti che vengono gioiosamente ospitatati dalle suorine Maestre Luigine di Parma alla cura e custodia delle quali è affidato l’asilo da Lei fondato; ringraziamo in particolare  Suor Lucia Vignoli, Suor Eugenia Pioli e Suor Rosa Banchieri per la loro affettuosa disponibilità ad accompagnarci ogni volta in questo cammino di preghiera e di fede.  

Ad uno degli incontri ha partecipato anche il Vicario Generale della Diocesi di Parma Mons. Giulio Ranieri mosso da un affettuoso ricordo per la Zia Ida che conobbe personalmente quando fu Parroco a Ponte Taro.

• Maggio 2002: le donne del gruppo Ricamo interculturale di Ponte Taro (Parma,) che ringraziamo vivamente, hanno realizzato splendidi lavori di ricamo, uncinetto e cucito che hanno esposto sulla loro bancarella in Parrocchia.  Il ricavato della vendita è stato interamente devoluto alla nostra Associazione per aiutare la realizzazione del laboratorio protesi per i bambini mutilati dedicato alla Sig.na Ida Mari. 


6- «Asilo infantile Santa Teresa del Bambino Gesù» sorto a Pontetaro per iniziativa di Ida Mari. Nella Chiesetta dell’Asilo sono state traslate qualche anno fà le spoglie mortali della Zia Ida.

     

TESTIMONIANZE DA MEDJUGORJE:

• La gentile Sig.ra Mara Vitale Santoni di Belvedere Ostrense (Ancona) così ci ha scritto:
«…Nel Maggio del 1998, per la prima volta mi sono recata a Medjugorje con un gruppo di Pesaro. Nel pomeriggio, essendo la chiesa affollata, mi sono seduta sulla panchina ad Ovest. Il sole era ancora alto ed era una giornata molto calda…  dopo cinque minuti mi sono alzata… sono rimasta in piedi sulla ghiaia. Il sole pulsava come un cuore; sistole: al centro vedevo un piccolo globo di sangue e intorno l’ostia; diastole: il sole diventava tutto sangue come le chiazze della mia camicetta. Intorno, raggi fiammanti di zaffiro e di smeraldo purissimi della lunghezza alternata di circa un metro e un metro e mezzo… Senza occhiali, ho continuato a fissarlo finché non è scomparso all’orizzonte… quello splendore è durato sicuramente più di un’ora..
  
Mi sono recata più volte a Medjugorje; ho atteso alla stessa data, ma nulla più.  Ho nostalgia e vivo nell’attesa
.
  
Testimonio solo adesso ciò che ho visto perché ho saputo che delle belle cose che il Signore ci fa incontrare nel cammino bisogna farne partecipi anche gli altri. Fino ad ora credevo di dover tenere tutto per me perché l’annunciarlo poteva significare protagonismo».

• Luglio-Agosto-Novembre 2002: abbiamo fatto celebrare tre cicli di 30 S. Messe Gregoriane in suffragio di Onelio, Angelo, Gelsomina, benefattori della ns. Associazione per la Casa della Speranza, il costruendo Ospedale S. Padre Pio a Medjugorje.
• Qualcuno ci ha richiesto il testo dei nuovi misteri del Rosario.  Come nel 16° secolo il Papa domenicano San Pio V invitò alla Crociata del S. Rosario per sostenere la Cristianità contro il pericolo delle invasioni turche (e fu vittoria completa delle forze Cristiane con la battaglia navale di Lepanto 1571), così oggi il nostro Pontefice S.S. Giovanni Paolo II invita di nuovo tutti alla incessante preghiera del S. Rosario (Ottobre 2002 – Ottobre 2003) per la salvezza dell’Umanità intera ed aggiunge addirittura la quarta corona con

I Misteri della Luce

Passando dall'infanzia e dalla vita di Nazareth alla vita pubblica di Gesù, la contemplazione ci porta su quei misteri che si possono chiamare, a titolo speciale, 'misteri della luce'.
Volendo indicare alla comunità cristiana cinque momenti significativi  di questa fase della vita di Cristo,  ritengo che essi possano essere così opportunamente individuati:

1. Nel suo Battesimo al Giordano
: e' mistero di luce innanzitutto il Battesimo al Giordano. Qui, mentre il Cristo scende, quale innocente che si fa 'peccato' per noi, nell'acqua del fiume, il cielo si apre e la voce del Padre lo proclama Figlio diletto, mentre lo Spirito scende su di Lui per investirlo della missione che lo attende.
2. Nella sua auto-rivelazione alle nozze di Cana
: mistero di luce è l'inizio dei segni a Cana, quando Cristo, cambiando l'acqua in vino, apre alla fede il cuore dei discepoli grazie all'intervento di Maria, la prima dei credenti.
3. Nell'annuncio del Regno di Dio con l'invito alla conversione
: mistero di luce è la predicazione con la quale Gesù annuncia l'avvento del Regno di Dio e invita alla conversione, rimettendo i peccati di chi si accosta a Lui con umile fiducia, inizio del ministero di misericordia che Egli continuerà ad esercitare fino alla fine del mondo, specie attraverso il sacramento della Riconciliazione affidato alla sua Chiesa.
4. Nella sua Trasfigurazione
: mistero di luce per eccellenza è poi la Trasfigurazione, avvenuta, secondo la tradizione, sul Monte Tabor. La gloria della Divinità sfolgora sul volto di Cristo, mentre il Padre lo accredita agli Apostoli estasiati perché lo ascoltino  e si dispongano a vivere con Lui il momento doloroso della Passione, per giungere con Lui alla gioia della Risurrezione e a una vita trasfigurata dallo Spirito Santo.
5. Nell'istituzione dell'Eucaristia
: espressione sacramentale del mistero pasquale: mistero di luce nella quale Cristo si fa nutrimento con il suo Corpo e il suo Sangue sotto i segni del pane e del vino, testimoniando "sino alla fine" il suo amore per l'umanità, per la cui salvezza si offrirà in sacrificio
 Ognuno di questi misteri è rivelazione del Regno ormai giunto nella persona stessa di Gesù. 
In questi misteri, tranne che a Cana, la presenza di Maria rimane sullo sfondo. I Vangeli accennano appena a qualche sua presenza occasionale in un momento o nell'altro della predicazione di Gesù  e nulla dicono di un'eventuale presenza nel Cenacolo al momento dell'istituzione dell'Eucaristia. Ma la funzione che svolge a Cana accompagna, in qualche modo, tutto il cammino di Cristo. La rivelazione, che nel Battesimo al Giordano è offerta direttamente dal Padre ed è riecheggiata dal Battista, sta a Cana sulla sua bocca, e diventa la grande ammonizione materna che Ella rivolge alla Chiesa di tutti i tempi: "Fate quello che vi dirà". È ammonizione, questa, che ben introduce parole e segni di Cristo durante la vita pubblica, costituendo lo sfondo mariano di tutti i misteri della luce

                                                                                                         Sua Santità Giovanni Paolo II

 

• Alla protezione di P. Slavko Barbaric, poco dopo la sua morte avvenuta il 24 Nov. 2000, affidammo la realizzazione del piccolo pronto soccorso nel I nucleo del nuovo Ospedale San Padre Pio a Medjugorje.  Le Poste del Cantone della Città di  Mostar hanno dedicato alla memoria di Padre Slavko ed al Santuario di Medjugorje due significativi francobolli dei quali con gioia  riproduciamo  il documento di emissione.


P. Slavko Barbaric all'adorazione del Santissimo

 


Medjugore: sul monte Pobdido, luogo delle apparizioni


Mostar 24-III-1987: P. Mannes e l'amico Mario Bordogna di Milano in visita al vecchio ponte di pietra, stupenda opera del 16° secolo distrutta durante la guerra civile 1991-1995. In quella circostanza era presente per la prima volta a Medjugorje anche il presidente della nostra associazione Alberto Gardoni autore delle foto; l'Associazione fu costituita più tardi, nel 1992, per la realizzazione delle opere a Medjugorje.
 Mostar è la città capoluogo del territorio (Cantone) nel quale ha sede Medjugorje con le autorità del quale (Governo Cantonale) la Provincia di Parma e la Regione Emilia Romagna hanno recentemente stabilito rapporti ufficiali di collaborazione (Rif.to  nostro notiziario N. 14).
 In quella occasione, aprile 2002 le autorità hanno ufficialmente preso atto del progetto della nostra Associazione per il nuovo Ospedale San Padre Pio a Medjugorje definendolo meritevole di sostegno.