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Dedicato
a IDA MARI
alla sua protezione affidammo la realizzazione del
LABORATORIO PROTESI PER I BAMBINI MUTILATI
nel nuovo Ospedale S. Padre Pio a
Medjugorje
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Carissimi
Carissimi
soci
e
amici
della
nostra
Associazione,
non
l’avevo
mai
incontrata di
persona, ma
di
Lei
avevo
sentito
molto
parlare.
Dai
Suoi
familiari
conobbi
particolari
della
sua
vita
religiosa che mi
misero
nel
cuore
una
devozione
filiale
verso
di
Lei.
Un
giorno
facendo
visita
e
preghiere sulla Sua tomba
nel
piccolo
cimitero
di
Noceto
in
quel
di
Parma,
decido
di
affidarmi
alla
Sua
protezione spirituale,
tanto
piu’
che
il
Vescovo
ausiliare
di
Parma
Mons.
Amilcare
Pasini
cominciava
allora
a
raccogliere
dati
e
notizie
per
un
profilo
sulla vita
e
le
opere di
Zia
Ida.
Intanto
avevo allacciato
rapporti con
l’Ing. Alberto
Gardoni di Noceto
sposato con
Angela Mari, nipote
di Zia
Ida. Una volta
sento parlare
in casa
Gardoni di
un «cilicio»
che Zia
Ida portava
sul suo corpo. |
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1-
la Zia
Ida accolta a Roma da
Sua Santità Paolo VI dal
quale ricevette un consistente aiuto per il suo asilo.
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La cosa
mi incuriosì
molto, tanto
da chiedere
alla nipote
Angela di
poter vedere
quel piccolo
strumento di
penitenza. La
nipote mi
assicurò che
Zia Ida era
solita nei
momenti difficili
del Suo cammino
cristiano accompagnare
la preghiera
anche con
atti di
penitenza corporale; almeno
fino a quando Le
fu concesso dal
Suo direttore
spirituale.
Certo noi, così poco sensibili
alla penitenza
del corpo,
forse non
siamo più neppure
in grado
di sentire
il bisogno
tanto meno
la necessità
di accompagnare
la preghiera con la
penitenza. Ma
i Santi la
usavano! Parlare
di Zia
Ida è
far conoscere
una creatura
modesta, ma
valida che
a un
certo momento
del Suo
cammino spirituale,
silenziosamente, mette
in atto
un programma
di vita
austero.
E’
la strada
dei Santi!
Per
tanti
anni
Zia
Ida
aveva
ammirato
Padre
Pio
da
Pietrelcina
cercando
anche
Lei
di
far
del
bene a
tutti.
Di
Lei
abbiamo
una
breve
biografia
con
valide
e
preziose
testimonianze.
Donna
di ricca
intelligenza
Zia
Ida
fu
prima
di tutto
una
cattolica
praticante,
aperta
anche
ai
problemi
dei
poveri,
specialmente
sensibile
alla
educazione
cristiana
dei
fanciulli: era
infatti
convinta
che per
trasmettere
agli
adulti
il
Vangelo
era
necessario
partire
dall’infanzia
e
dopo
arrivare
a
parlare
agli
adulti,
ai
genitori
dei
piccoli,
ai
quali
Zia
Ida
già
dedicava
tanto
amorevolmente
le
Sue
quotidiane
fatiche.
Ma
Zia
Ida
portava da
sempre nel cuore
il
desiderio
di
avere
una
Sua
buona
casa;
per
se
e
per
altre
anime. |
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Un
po’
ogni
giorno,
riuscì
a
realizzare
il
Suo sogno.
C’è
un
pensiero
steso
agli
inizi
delle
sue
fatiche
di
apostolato: «il
cuore
deve
avere
due
porte:
una
per Dio
e
l’altra
per
gli
uomini».
E’
il
programma
vissuto
intensamente
da
questa
incantevole
creatura.
L’abbondanza
dei
beni
di
natura
ricevuti
da
Dio
e
custoditi
dentro
un
carattere
forte
venivano
impreziositi
dalla
Grazia
Divina
che quotidianamente
alimentava
all’altare
del
Signore
con
l’Eucaristia.
Dal
Suo
volto
traspariva
sempre
un’anima
in
gioia.
In
Lei
c’era
Dio.
Sempre.
La
ricchezza
interiore
la
manifestava
spontaneamente
anche
all’esterno.
Ciò
che
il
mondo
dà
di
solito,
come
angosce
e
tribolazioni,
si
aveva
l’impressione
che
da
Lei
venissero
presto
superate. |
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2-
la Zia Ida con il
parroco don Gianni Gabba e
una Maestra
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3-
La Zia Ida, a destra, in preghiera al momento dell’acquisto
dell’ultimo pezzo di terra per il completamento dell’asilo di
Ponte Taro (Parma). Era una donna piccola, ma tenace e dotata di
grande forza interiore che le derivava da un totale affidamento al
Signore.
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Il Suo
viso luminoso
invitava alla
confidenza e
alla fiducia.
Quante confidenze
ella ha
ricevuto da
persone spiritualmente
angosciate e
di quanta
fiducia Santa
Zia Ida
ha saputo maternamente
caricarle! Il
Suo viso
luminoso, la
Sua calma
la Sua
forza operosa
comunicavano anche
agli altri la
forza di
continuare a
vivere nonostante
tutto, sulla
strada che porta
al Signore.
Zia Ida
certamente deve
aver goduto
in maniera
speciale la
presenza di
Dio e la grazia
divina dentro
il cuore.
Già ricca
dei doni
naturali avuti
da Dio
li accresceva
quotidianamente sostando in
preghiera davanti
al tabernacolo. Sapeva che
per riuscire
a trasmettere
anche ai
grandi l’insegnamento
cristiano era
necessario partire
dall’infanzia. Era Sua
esperienza collaudata
da tempo.
Zia Ida
reputava una
grazia singolare
del Signore
avere incontrato
sul Suo
cammino altre
anime generose,
la presenza delle
quali, Le
hanno insegnato
più di
una biblioteca di libri.
E’ il
contagio divino
della santità.
C’è un
episodio che
voglio narrare
a proposito della
Ida. Io
rimasi nei
territori di
Noceto, Ponte
Taro, Fontanellato
come Priore
del Santuario
della Beata
Vergine del
Rosario almeno
sette anni,
incontrai varie
persone che
avevano conosciuto
Zia Ida.
C’era anche
il signor
Brunazzi titolare
di una
fabbrica di
colori. Una
sera mi
invitò assieme
a sua
moglie a
cena in
casa loro
e il discorso cade
sulla zia
Ida e
conobbi da
lui particolari
dell’animo della
zia Ida:
I coniugi
Brunazzi sposati
da tre
anni erano
molto presi
dal lavoro
della fabbrica
e un giorno non
si erano
ben accordati
su chi sarebbe dovuto
andare a
prendere la
loro bimba
all’asilo della
Zia Ida.
A sera si resero conto di aver dimenticato entrambi la bimba
per tutto il giorno. Desolati per
una dimenticanza del genere
si precipitarono
alla casa della
Zia Ida.
Tutto era
silenzio; suonano il
campanello e Zia
Ida appare
sull’uscio chiedendo
di far piano per
non disturbare
la bimba
che dormiva
beatamente nel
letto di
Zia Ida.
La bimba
aveva mangiato
e la Zia le
aveva raccontato
una storia
che avrebbe
continuato il
giorno dopo.
Avvolsero la
bimba in una
coperta, salutarono
e ringraziarono
la buona
Zia Ida
e partirono
per casa
loro.
Ripensandoci
oggi ho
capito che
non bisogna
mai fare
tragedie di
nulla, specialmente quando si ha a che fare con Dio e con i
suoi Santi!!
Auguro a tutti
Voi ed ai Vostri cari un Santo Natale ed un Felice Anno 2003 pieno
di benedizioni
P. Mannes M. Ghizzardi domenicano
Assistente
religioso
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4- Un’immagine
del funerale della Zia Ida.
Come
Essa desiderava Le fu fatto indossare l’abito bianco e nero
delle terziarie domenicane. |

4-
l’immagine
della Zia Ida scolpita sulla campana destinata a Monastero Sanguis Christi delle suore di Clausura a Medjugorje.
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•
Così riferiva l’Onorevole Carlo Buzzi, parlamentare, fondatore e presidente per 35 anni del
FISM, Federazione Italiana Scuole Materne, in occasione del 40°
anniversario del movimento: Una
particolare considerazione merita la Scuola Materna di Ponte Taro in
Comune di Fontevivo, denominata «Asilo infantile Santa Teresa del Bambino Gesù»
sorta per iniziativa di Ida Mari, umile persona senza qualifiche
professionali, ma con grande intuito educativo e profondi sentimenti
cristiani, sollecitata a soccorrere con la sua opera le madri occupate
nel lavoro stagionale dei campi. Sulla iniziativa originaria si è
sviluppato nel tempo un centro educativo aperto alle ragazze per la
loro formazione professionale, sede di corsi serali per adulti, ancora
attualmente frequentato e considerato un’istituzione fondamentale
per la comunità locale.• Così ci scrisse della Zia Ida il
Sacerdote Don Giuseppe Salsi
della Parrocchia di S.Michele Arcangelo nella Diocesi di Reggio Emilia
che ebbe più volte occasione di essere suo confessore:
«La Sig.na
Ida Mari desiderava ardentemente di consacrare la Sua vita al Signore
in un Convento di Clausura, ma Dio aveva su di Lei un altro disegno
che avrebbe glorificato la vita della Famiglia, mentre il demonio
stava dissacrandola con le profanazioni del giorno festivo, il
materialismo, l’edonismo, l’egoismo, divorzio, aborto e T.V.
Il Signore in Ida Mari ha voluto dimostrarci che
la Famiglia è il luogo da Lui privilegiato dove nascono i figli,
crescono forti nella Fede e nell’Amore alla scuola delle virtù
umane e cristiane dei genitori, dei nonni e tutti i compinenti.
Gesù stesso è nato, cresciuto e formato nelle
Sue vocazioni Sacerdotale, Profetica e Regale alla scuola di Nazareth
con Maria e Giuseppe…
…La sua casa era una piccola chiesa dove si viveva la preghiera di
meditazione e di contemplazione fin dalle prime ore del mattino e alla
sera si concludeva con la recita del S. Rosario.
Era la casa dei poveri che bussavano con fiducia e
se ne partivano con gioia e riconoscenza del dono avuto e
dell’affetto e stima.
La Sua casa era un giardino dove crescevano i fiori più belli
della purezza, della verginità, dell’umiltà, della povertà
evangelica, dell’amore ai fanciulli per i quali ha donato tutta la
Sua vita, tutte le Sue sostanze.
Ho incontrato alcuni giovani che attribuiscono la
loro vocazione sacerdotale all’amore, all’affetto di mamma Ida dei
primi anni dell’asilo.
Per essere fedele alla sua Consacrazione al
Signore non ha esitato a flagellare il suo esile corpo con flagelli e
cilici.
Mi
auguro che la santità di Ida Mari sia riconosciuta dalla Santa Chiesa
e sia proposta ad esempio alle Famiglie perché ritornino ad essere il
luogo privilegiato della benedizione di Dio e la sorgente della santità.»
In fede
Salsi Don Giuseppe
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|
•
Da oltre due anni si riunisce presso la chiesetta dell’asilo S.
Teresa del Bambino Gesù, dove furono traslate qualche anno fa le
spoglie mortali della Zia Ida, il
Gruppo di preghiera Ida Mari alle ore 16.30 di ogni ultima
Domenica del mese per un’ora di adorazione guidata dal Parroco di
PonteTaro Don Valerio Cagna.
Il Gruppo di preghiera Ida Mari è sorto spontaneamente ad
opera di alcuni fedeli devoti che vengono gioiosamente ospitatati
dalle suorine Maestre Luigine
di Parma alla cura e custodia delle quali è affidato l’asilo da Lei
fondato; ringraziamo in particolare
Suor Lucia Vignoli,
Suor Eugenia Pioli e Suor Rosa
Banchieri per la loro affettuosa disponibilità ad accompagnarci
ogni volta in questo cammino di preghiera e di fede.
| Ad
uno degli incontri ha partecipato anche il Vicario Generale
della Diocesi di Parma Mons. Giulio Ranieri mosso da un affettuoso ricordo per la Zia Ida che
conobbe personalmente quando fu Parroco a Ponte Taro.
•
Maggio 2002: le donne del gruppo Ricamo
interculturale di Ponte Taro (Parma,) che ringraziamo vivamente,
hanno realizzato splendidi lavori di ricamo, uncinetto e cucito che
hanno esposto sulla loro bancarella in Parrocchia.
Il ricavato della vendita è stato interamente devoluto alla
nostra Associazione per aiutare la realizzazione del laboratorio
protesi per i bambini mutilati dedicato alla Sig.na Ida Mari.
|

6- «Asilo infantile Santa Teresa del Bambino Gesù» sorto a Pontetaro per
iniziativa di Ida Mari. Nella
Chiesetta dell’Asilo sono state traslate qualche anno fà le
spoglie mortali della Zia
Ida.
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TESTIMONIANZE DA MEDJUGORJE:
•
La gentile Sig.ra Mara Vitale
Santoni di Belvedere Ostrense (Ancona) così ci ha scritto:
«…Nel Maggio del 1998, per la prima volta mi sono recata a
Medjugorje con un gruppo di Pesaro. Nel pomeriggio, essendo la chiesa
affollata, mi sono seduta sulla panchina ad Ovest. Il sole era ancora
alto ed era una giornata molto calda…
dopo cinque minuti mi sono alzata… sono rimasta in piedi
sulla ghiaia. Il sole pulsava come un cuore; sistole: al centro vedevo
un piccolo globo di sangue e intorno l’ostia; diastole: il sole
diventava tutto sangue come le chiazze della mia camicetta. Intorno,
raggi fiammanti di zaffiro e di smeraldo purissimi della lunghezza
alternata di circa un metro e un metro e mezzo… Senza occhiali, ho
continuato a fissarlo finché non è scomparso all’orizzonte…
quello splendore è durato sicuramente più di un’ora..
Mi sono recata più volte a Medjugorje; ho atteso
alla stessa data, ma nulla più.
Ho nostalgia e vivo nell’attesa.
Testimonio solo adesso ciò che ho visto perché
ho saputo che delle belle cose che il Signore ci fa incontrare nel
cammino bisogna farne partecipi anche gli altri. Fino ad ora credevo
di dover tenere tutto per me perché l’annunciarlo poteva
significare protagonismo».
• Luglio-Agosto-Novembre 2002: abbiamo fatto celebrare tre cicli di
30 S. Messe Gregoriane in suffragio di Onelio,
Angelo, Gelsomina, benefattori della ns. Associazione per la
Casa della Speranza, il costruendo Ospedale S. Padre Pio a
Medjugorje.
• Qualcuno ci ha richiesto il testo dei nuovi misteri del Rosario. Come nel 16° secolo
il Papa domenicano San Pio V invitò alla Crociata del S. Rosario per
sostenere la Cristianità contro il pericolo delle invasioni turche (e
fu vittoria completa delle forze Cristiane con la battaglia navale di
Lepanto 1571), così oggi il nostro Pontefice S.S. Giovanni Paolo II
invita di nuovo tutti alla incessante preghiera del S. Rosario
(Ottobre 2002 – Ottobre 2003) per la salvezza dell’Umanità intera
ed aggiunge addirittura la quarta corona con
I
Misteri della Luce
Passando
dall'infanzia e dalla vita di Nazareth alla vita pubblica di Gesù, la
contemplazione ci porta su quei misteri che si possono chiamare, a
titolo speciale, 'misteri della luce'.
Volendo indicare alla comunità cristiana cinque momenti significativi di questa fase della vita di Cristo, ritengo che essi possano essere così opportunamente
individuati:
1. Nel suo Battesimo al Giordano:
e' mistero di luce innanzitutto il Battesimo al Giordano. Qui, mentre
il Cristo scende, quale innocente che si fa 'peccato' per noi,
nell'acqua del fiume, il cielo si apre e la voce del Padre lo proclama
Figlio diletto, mentre lo Spirito scende su di Lui per investirlo
della missione che lo attende.
2. Nella sua auto-rivelazione alle nozze di Cana:
mistero di luce è l'inizio dei segni a Cana, quando Cristo, cambiando
l'acqua in vino, apre alla fede il cuore dei discepoli grazie
all'intervento di Maria, la prima dei credenti.
3. Nell'annuncio del Regno di Dio con l'invito alla conversione:
mistero di luce è la predicazione con la quale Gesù annuncia
l'avvento del Regno di Dio e invita alla conversione, rimettendo i
peccati di chi si accosta a Lui con umile fiducia, inizio del
ministero di misericordia che Egli continuerà ad esercitare fino alla
fine del mondo, specie attraverso il sacramento della Riconciliazione
affidato alla sua Chiesa.
4. Nella sua Trasfigurazione:
mistero di luce per eccellenza è poi la Trasfigurazione, avvenuta,
secondo la tradizione, sul Monte Tabor. La gloria della Divinità
sfolgora sul volto di Cristo, mentre il Padre lo accredita agli
Apostoli estasiati perché lo ascoltino
e si dispongano a vivere con Lui il momento doloroso della
Passione, per giungere con Lui alla gioia della Risurrezione e a una
vita trasfigurata dallo Spirito Santo.
5. Nell'istituzione dell'Eucaristia:
espressione sacramentale del mistero pasquale: mistero di luce nella
quale Cristo si fa nutrimento con il suo Corpo e il suo Sangue sotto i
segni del pane e del vino, testimoniando "sino alla fine" il
suo amore per l'umanità, per la cui salvezza si offrirà in
sacrificio
Ognuno
di questi misteri è rivelazione del Regno ormai giunto nella persona
stessa di Gesù.
In questi misteri, tranne che a Cana, la presenza di Maria rimane
sullo sfondo. I Vangeli accennano appena a qualche sua presenza
occasionale in un momento o nell'altro della predicazione di Gesù
e nulla dicono di un'eventuale presenza nel Cenacolo al momento
dell'istituzione dell'Eucaristia. Ma la funzione che svolge a Cana
accompagna, in qualche modo, tutto il cammino di Cristo. La
rivelazione, che nel Battesimo al Giordano è offerta direttamente dal
Padre ed è riecheggiata dal Battista, sta a Cana sulla sua bocca, e
diventa la grande ammonizione materna che Ella rivolge alla Chiesa di
tutti i tempi: "Fate quello che vi dirà". È ammonizione,
questa, che ben introduce parole e segni di Cristo durante la vita
pubblica, costituendo lo sfondo mariano di tutti i
misteri della luce
Sua Santità Giovanni Paolo II
•
Alla protezione di P. Slavko
Barbaric, poco dopo la sua morte avvenuta il 24 Nov. 2000,
affidammo la realizzazione del piccolo
pronto soccorso nel I nucleo del nuovo Ospedale
San Padre Pio a Medjugorje. Le
Poste del Cantone della Città di
Mostar hanno dedicato alla memoria di Padre Slavko ed al
Santuario di Medjugorje due significativi francobolli dei quali con
gioia riproduciamo
il documento di emissione.
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P. Slavko Barbaric all'adorazione del Santissimo
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Medjugore: sul monte Pobdido, luogo delle apparizioni
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Mostar 24-III-1987: P. Mannes e l'amico Mario
Bordogna di Milano in visita al vecchio ponte di pietra,
stupenda opera del 16° secolo distrutta durante la guerra
civile 1991-1995. In quella circostanza era presente per la
prima volta a Medjugorje anche il presidente della nostra
associazione Alberto Gardoni autore delle foto;
l'Associazione fu costituita più tardi, nel 1992, per la
realizzazione delle opere a Medjugorje.
Mostar è la città capoluogo del territorio (Cantone) nel
quale ha sede Medjugorje con le autorità del quale (Governo
Cantonale) la Provincia di Parma e la Regione Emilia Romagna
hanno recentemente stabilito rapporti ufficiali di
collaborazione (Rif.to nostro notiziario N. 14).
In quella occasione, aprile 2002 le autorità hanno
ufficialmente preso atto del progetto della nostra Associazione
per il nuovo Ospedale San Padre Pio a Medjugorje definendolo
meritevole di sostegno.
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